lunedì 9 marzo 2009

ARTE / Arturo Herrera

Ralazioni minime



In occasione della sua seconda personale a Torino dallo 02.04 al 16.05 alla Galleria Franco Noero, Arturo Herrera prosegue nella ricerca d’intervento su una varietà di suggestioni tratte dalla cultura popolare, così da interrogarsi criticamente sulla decifrabilità e l’espressività delle forme astratte nel loro complesso. Nel tentativo di ridefinire la relazione tra le immagini facilmente riconoscibili di cui si appropria e l’idea di ‘moderno’, l’artista venezuelano attinge ad una varietà di significati e contenuti ampiamente comprensibili e li articola in maniera differente. La volontà di proporre una nuova definizione o revisione di vari frammenti dell’astrazione moderna, stabilisce un’altra condizione: quella di formulare codici che non sono né immediatamente leggibili né completamente astratti. Prendendo ispirazione dalla cultura di massa e dalle pratiche del modernismo di scomporre e ricomporre l’immagine, l’artista s’immerge in un campo denso di associazioni che assumono un forte significato per il pubblico. L’arte ‘contaminata’ e astratta di Herrera unisce la riconoscibilità immediata di suggestioni che provengono dal quotidiano con l’opacità critica dell’astrazione, per proporre una realtà frammentata e contraddittoria. Nei suoi collage, nei feltri tagliati, nelle fotografie, nei wall paintings, l’artista determina una tensione mai risolta tra percezione e riconoscibilità. Più che estrapolare l’immagine dal suo contesto e disgregarla, Herrera scompone e frammenta la leggibilità della stessa immagine astratta. Il progetto ideato per la Galleria prevede la realizzazione di un feltro di grandi dimensioni, di un wall drawing e di gruppi di collage di medio e grande formato. Tutti gli elementi che compongono la mostra propongono un dialogo con il passato domestico della Casa Scaccabarozzi, detta "La Fetta di Polenta, e il suo uso attuale come galleria d’arte e abitazione al tempo stesso. La sovrapposizione dei piani dell’edificio coincide con quella di altrettante storie private, e rimanda alla peculiarità del collage che giustappone elementi non correlati per dare origine a connessioni tra frammenti.

CV
Arturo Herrera (Caracas, Venezuela, 1959) vive e lavora tra Berlino e New York. Tra le sue mostre personali più recenti presso : ‘Castles, Dwarfs, and Happychaps’, The Aldrich Museum in Ridgefield, CT; Ikon Gallery in Birmingham, U.K.; Kettle’s Yard in Cambridge, U.K. (2007). Tra le collettive: ‘Prospect.1 New Orleans’, New Orleans, LA (2008); ‘Perspectives in Latin American Art, 1930-2006: Selections from a Decade of Acquisitions’ MoMA, New York (2007). Tra le sue mostre personali ricordiamo quelle presso Galeria Fortes Vilaça, San Paolo; Sikkema Jenkins & Co, New York (2008); Galerie Max Hetzler, Berlino (2006).

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